Oggi a Genova 

Piazza Manin, presidio degli studenti al “Leonardo” dalle 15: adesione di Music for Peace e degli studenti di Unige che avevano occupato il rettorato

Oggi dalle 15 in via Arecco–piazza Manin si terrà un presidio convocato dagli studenti del liceo Leonardo da Vinci dopo l’intrusione e i danneggiamenti avvenuti nella notte. Music for Peace annuncia la propria partecipazione e invita la cittadinanza a unirsi, nel segno della solidarietà e del rifiuto di messaggi estremisti

Il collettivo del Leonardo da Vinci chiama a raccolta la città per un presidio di solidarietà in via Arecco–Piazza Manin, con inizio alle 15.00. L’iniziativa nasce per esprimere vicinanza alla comunità scolastica e per ribadire, in forma pubblica e pacifica, il rifiuto di intimidazioni e vandalismi.

All’appello aderisce Music for Peace, che in una nota afferma: «I ragazzi e le ragazze della scuola Leonardo da Vinci hanno indetto un presidio in piazza Manin per denunciare l’ignobile aggressione subita questa notte. C’è bisogno della cittadinanza tutta per sostenere gli studenti e le studentesse e rispondere agli atti di violenza e i messaggi di estrema destra.»

Gli organizzatori invitano studenti, famiglie, docenti, associazioni e cittadini a partecipare, mantenendo un comportamento responsabile. Possibili rallentamenti alla circolazione nell’area del presidio durante lo svolgimento dell’iniziativa.

Gli occupanti denunciano che decine di persone esterne avrebbero sfondato l’ingresso, devastato alcuni spazi e tracciato svastiche: «Le forze dell’ordine arrivate dopo ore». Annunciata una risposta «determinata, pacifica e collettiva» e una chiamata a studenti, famiglie e associazioni: «Il Leo non si arrende».

Gli studenti del liceo Leonardo da Vinci diffondono una nota in cui ricostruiscono quanto avvenuto nella notte tra sabato e domenica, mentre nell’istituto era in corso un’occupazione votata dall’assemblea d’istituto e dedicata – spiegano – ad attività culturali, sociali e formative.

Nel comunicato gli occupanti parlano di un assalto da parte di un gruppo numeroso di persone estranee alla scuola, definito con «chiara matrice criminale e fascista». Secondo il racconto, gli aggressori avrebbero sfondato l’ingresso, contro cui i ragazzi dicono di aver tentato di opporsi, danneggiato ambienti e imbrattato i muri con svastiche, mettendo «a rischio l’incolumità degli studenti presenti».

Gli studenti aggiungono di aver allertato ripetutamente le forze dell’ordine, che a loro dire sarebbero arrivate dopo ore e «non intervenute». Da qui l’appello a una mobilitazione immediata: «La nostra risposta sarà determinata, pacifica e collettiva», scrivono, invitando studenti, genitori, docenti, cittadine e cittadini, associazioni democratiche e antifasciste a sostenere la scuola.

Il primo passo, annunciano, sarà riparare ciò che è stato distrutto: «Per noi la scuola è un luogo da difendere, non da assaltare». La chiusura è un messaggio identitario: «Il Leo non si arrende».

«Quanto accaduto è vergognoso – commenta la Rete Studenti Medi -. Non possiamo stare in silenzio vengono devastati i nostri spazi di democrazia, i nostri spazi di antifascismo. Non possiamo accettare che quando l3 student3 occupano democraticamente e pacificamente un gruppo di neofascisti provi a silenziarle con la violenza».

Questo il messaggio girato stanotte nella chat dei ragazzi, con un audio che ormai è stato condiviso molte volte: «Verso le11:40, c’è stata una situazione di crisi, ovvero come ieri sera abbiamo avuto delle persone violente che si sono presentate all’ingresso sul retro. Noi, piuttosto preparati, avevamo deciso di usare il cancello, quello del parcheggio (e non l’ingresso principale, che era stato chiuso n. d. r.), per impedire che la gente entrasse. Purtroppo alcuni hanno scavalcato. A unirsi a queste persone è stato un gruppo di ragazzi che, non mi viene altra definizione se non dei mafiosi, perché erano un numeroso gruppo, che cercavano dei ragazzi che erano all’interno del Leo per picchiarli in maniera molto violenta. Questi ragazzi erano chiusi al bagno del terzo piano.Questi due eventi insieme hanno fatto sì che il nostro parcheggio fosse stato completamente occupato e delle persone armate, di spranghe e oggetti contundenti, hanno rotto e sfondato l’ingresso sul retro e sono entrate all’interno della scuola. A quel punto io mi sono permesso di ordinare a tutti quelli del collettivo di far uscire tutti quanti alla scuola e di chiamare le forze dell’ordine. Per fortuna direi che quasi tutti quanti sono usciti dalla scuola immediatamente. Non vi so dire se qualcuno è rimasto all’interno e non vi so dire se qualcuno è rimasto purtroppo aggredito. Le forze dell’ordine sono state allertate a mezzanotte, è all’una e ancora non si sono ancora palesate. Questa è la situazione che abbiamo noi all’interno dell’Italia. In questo momento la nostra scuola è aperta da entrambi gli ingressi a disposizione di qualunque pazzo voglia poter entrare e distruggere quello che vuole. Mi dispiace ragazzi».


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